Sabato 20 gennaio 2018, ore 21:00

Uno spettacolo per video, puppet e maschere sulle trasformazioni: sociali, urbane e di genere.
Immaginate di addormentarvi per quindici anni. Di risvegliarvi e tornare a fare un giro per le vostre città, cercando i luoghi impressi nella vostra memoria, le persone, le abitudini. Tutto sommato, a noi, pare non sia successo nulla. Ma per Cesare, che viveva nel cuore storico di una operosa città del Nord Italia, quasi tutto è cambiato: il cinema Eden –che era l’ultimo cinema a luci rosse rimasto in città- si è trasformato in un cinema d’essai, altro che Moana Pozzi, ora solo film di Wim Wenders, il cricket è diventato il secondo sport più praticato e i suoi giocatori sono tutti indiani e pachistani ormai di seconda generazione, ogni semaforo si è trasformato in rotonda, ai bordi della città solo residui industriali di vecchie fabbriche abbandonate e al loro posto un luna park di centri commerciali, perfino le prostitute anziane, coetanee di Cesare, sono le ultime rimaste, con le loro sedie, a lavorare in orario diurno, tra i vicoli del centro storico.
Riapri gli occhi e il tuo vecchio eden, è un nuovo eden.
Cesare compie un viaggio di ricerca, muovendosi nelle trasformazioni sociali e urbane di una città contemporanea, in un itinerario che vede i luoghi, come territori fisici della memoria: un confronto interiore ed esterno tra passato e presente, tra quello che era e quello che è. Anche se quello che era fa fatica a staccarsi dagli occhi e talvolta, crea piccoli cortocircuiti nostalgici, sospesi tra una dolce malinconia e, comunque, un continuo desiderio di scoperta.
Ma sono i luoghi che cambiano le persone? O le persone che cambiano i luoghi?